Una cantina che non fa pubblicità. Bottiglie che non si trovano nei negozi. Un vignaiolo che rifugge i riflettori, i cui vini sono contesi dai più grandi collezionisti del mondo.
Esistono aziende vinicole famose per il loro marketing e poi esiste Miani. Se chiedete al consumatore medio, probabilmente non avrà mai sentito questo nome. Ma se interrogate un
appassionato facoltoso, un grande collezionista o un sommelier di un ristorante pluristellato, vedrete i loro occhi illuminarsi. Miani non è semplicemente una cantina dei Colli
Orientali del Friuli: è un vero e proprio oggetto di culto.
Nascosto tra i vigneti di Buttrio, Enzo Pontoni produce pochissime bottiglie. La sua è una filosofia estrema, fatta di rese bassissime in vigna – a volte solo un paio di grappoli
per pianta – e di una selezione così severa che, nelle annate non ritenute perfette, l'imbottigliamento viene semplicemente annullato.
Il risultato? Vini di una concentrazione, di una complessità e di una pulizia stilistica estrema per un segreto ‘italiano’ gelosamente custodito da una cerchia ristretta di
intenditori.
Le etichette saranno pubblicate appena disponibili.
